Descrizione
Chi, guardando la statua gigantesca di san Carlo Borromeo, sul Monte di Arona, oserebbe pensare che il suo bronzo con quello di una parte, altrettanto gigantesca, ma consacrata allâ€(TM)amore pagano, del Colosso di Rodi? Eppure le diligenti indagini di Chiara gli consentono di ricostruire le peripezie della â€Ã…”parteâ€, che, finita da una grotta di Akka nelle mani di un antiquario e poi nella residenza sullâ€(TM)Aventino di un procuratore romano, affonda in un prato durante il trasloco a Pallanza, per riaffiorare nel 1692 e completare la statua del Santo. E chi (passando al secondo racconto di questa raccolta) oserebbe pensare che dietro le due lapidi della Banca di Monate, dedicate al suo fondatore e al suo primo direttore, si nasconde una storia, comica e avventurosa, di ricatti e di furti? Anche qui la ricostruzione di Chiara mostra come lo zelo maniacale del direttore Pigorini, che attraverso un tubo aveva collegato la sua camera da letto con il caveau della banca, si ritorse contro di lui quando passò dalla parte dei ladri, anche se alla fine riuscì a passare di nuovo dalla parte più remunerativa, quella della legge. Lâ€(TM)ultimo racconto è un memorabile ritratto di un giocatore, che dedica una esistenza dai contorni indecifrati e ambigui a realizzare il suo destino: perdere. (dalla prima bandella)
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